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28 agosto 2010
Lotte di classe e tacchi a spillo
Per Marchionne la lotta di classe è un fantasma del passato, operai e padroni devono collaborare nell’era “dopo Cristo”, poco importa che lui guadagni oltre 400 volte di più di uno dei suoi dipendenti di Melfi o Pomigliano.
di Alberto Leiss
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7 agosto 2010
"Di nuovo" le pari opportunità? No grazie
Se fossi una giovane donna che cerca lumi in questo periodo sulla politica al femminile, penserei che le Pari opportunità sono la mia politica. Il grimaldello con cui entrare d’autorità in quella dei partiti.
di Clelia Mori
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26 maggio 2010
Parolacce per servire il popolo?
Il turpiloquio in politica ha già una sua storia, da Funari al celodurismo leghista al successo di Grillo. Questo eloquio sboccato, forse perché a usarlo sono perlopiù uomini, ha al centro l’organo che distingue loro – gli uomini – da noi, le donne.
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11 febbraio 2010
Gelatina Italia
Gelatinoso è parola memorabile, difficile definire meglio
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22 ottobre 2009
La sicurezza e la vita di Elvis e Manuela
È un dramma contemporaneo eppure antico, quello di Manuela Rodriguez e di suo figlio Elvis che si è consumato in un basso del Rione Sanità, a Napoli
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> 23 febbraio 2009
Eluana e il mistero del corpo femminile
Che sarebbe successo se fosse stato un ragazzo, un bel ragazzo, a vivere per diciassette anni nelle condizioni di Eluana Englaro, con un padre pronto a combattere per lui, per rispettare la sua volontà?
Non è facile rispondere, è una specie di prova al contrario che può apparire perfino morbosa, eppure mi si è insistentemente proposta nei giorni duri in cui il corpo di donna di Eluana è stata una presenza sospesa nelle nostre menti. Perché non c’è dubbio che i sentimenti, le angosce, le fantasie suscitati dalla dolorosa vicenda di Eluana sarebbero stati differenti se lei non fosse stata una donna. Anzi, una giovane, splendida ragazza dal sorriso meraviglioso.
Non che intenda criticare la scelta del padre di non mostrare sue immagini recenti, una scelta dettata dall’amore, non altro, che certo non lo ha aiutato a persuadere l’opinione pubblica. E del resto Beppino Englaro è sempre stato chiaro, nel raccontare di sua figlia. Una ragazza attiva, audace, vitale, un puledro di razza, la chiamavano in famiglia. Connotazioni ben poco femminili, a ben pensarci. Un giovane donna piena di vita resa passiva dall’incidente, un corpo affidato alle cure invasive di altri.
È questo il passaggio cruciale, la passività. Naturalmente anche un ragazzo, un uomo in stato vegetativo è un corpo affidato, passivo. Ma diverso sarebbero stati il racconto, le emozioni, le immagini, la percezione del dramma. A nessuno sarebbe venuto in mente di dire: potrebbe generare figli.
Non che non sia pensabile, una donna italiana ha appena chiesto di essere autorizzata a prelevare spermatozoi del marito in stato vegetativo per praticare un’inseminazione artificiale. Ma si tratta appunto di tecnologie. Nelle parole di Berlusconi, nell’evocazione in Consiglio dei ministri delle mestruazioni persistenti non c’è traccia di tecniche. Piuttosto dell’antico turbamento di fronte al mistero del corpo femminile. Passivo, puro contenitore di un seme maschile –necrofilo – e proprio per questo capace di dare la vita. Una scena horror che ci perseguita.
Uscito anche su "Il diario" in edicola il 20/2/2008
Bia Sarasini
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