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Rosa / Nero >> uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni

25 luglio 2010
Lotte per la vita e per la morte
Chiara Saraceno ha commentato su Repubblica (del 25 luglio 2010) i due casi in cui uomini che hanno perso l’impiego hanno reagito uccidendo i loro datori di lavoro.

di Alberto Leiss

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19 luglio 2010
L'estate delle morte ammazzate
Si chiamava Eleonora e aveva 16 anni: uccisa ad Asseggiano (Mestre) da Fabio di anni 30, appena laureato e appena suicidato. Lei aveva deciso di lasciarlo.

di Franca Fossati

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11 luglio 2010
Un passeggino alle Nazioni Unite
Annamaria Buono, di Legnano, scrive a Repubblica (4 luglio) di un suo viaggio sul treno Freccia rossa, quello usato quotidianamente da chi si sposta per lavoro tra Roma e Milano. Il fatto è che lei era con il suo bambino, ma sul treno è difficile trovare spazio per il passeggino.

di Franca Fossati

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19 marzo 2010
I paradossi delle pari opportunità
“Sono stati fatti fuori (politicamente) per colpa loro. Delle fimmine. Troppe fimmine..”. Così Valeria Braghieri su Il Giornale (12 marzo) cita Pietrangelo Buttafuoco a proposito della surreale esclusione dalle elezioni laziali della lista di Forza Nuova.
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5 febbraio 2010
Pantere rosa in lista e Talebani a Pitti uomo
Mentre a pagina 8 del Corriere della sera del 30 gennaio leggiamo del comitato di grandi donne del mondo, presieduto dalla regina Rania di Giordania, per elaborare idee contro la povertà e la fame del pianeta, (promosso da Letizia Moratti in vista dell’Expo 2015), a pagina 27 troviamo le femministe che ritornano in cucina.
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> 19 febbraio 2010

Indignati speciali e sfide femminili

Pubblicato il 17 gennaio su "Europa"

“Donne-tangente”, “signorine-cadeau”, “bustarelle in carne e ossa”: l’indignazione di Gad Lerner (Repubblica, 12 febbraio) per gli impegni erotici della Protezione civile è virulenta e tonante. Non ci sono attenuanti per “i puttanieri della nuova classe dirigente italiana”, per la loro “arroganza”, “inadeguatezza culturale”, misoginia. Ed è irrilevante che questo squallido paesaggio emerga da una pratica spregiudicata delle intercettazioni e dal cinico uso delle stesse per far vendere i giornali e aumentare l’audience dei programmi tv. Anzi, sollevare questo problema non è altro che “rituale litania” nel “tentativo di liquidare la compravendita dei corpi alla stregua di un hobby rilassante”.
Sono contente le donne, le femministe in particolare, di trovare in Repubblica e nei suoi editorialisti paladini tanto focosi?
Certo non lo è Lucetta Scaraffia che su Il Riformista (13 febbraio) parla di un ruolo, quello di difensore delle donne, “a costo zero e di sicuro effetto”, che si dimentica che “le giovani e belle ragazze che entrano in questo gioco di scambi sono libere di farlo”, “sono attrici libere e responsabili di questo sistema di corruzione”. Non è quindi una forma di “maschilismo giornalistico” anche trattare le donne, quelle donne, “come bambole prive di volontà”?
Qualche giorno prima Il Manifesto (9 febbraio) aveva pubblicato la lettera di un gruppo di cittadine milanesi rivolta a quei “noti quotidiani italiani” che avevano denunciato il rischio di un “salto all’indietro” delle donne, ricacciate “in un vecchio ruolo di oggetti sessuali del papi di turno”. Ebbene, scrivono, chiediamo che sia usata “la stessa fermezza e indignazione” spesa per il sexygate, per Joy e Helen e per le altre donne rinchiuse nel Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di via Corelli.
Chi sono Joy e Helen?
Due migranti nigeriane arrestate con altri la scorsa estate per la rivolta nel Cie, che hanno avuto il coraggio di denunciare in tribunale l’Ispettore Capo di quel Centro per tentato stupro e che ora rischiano di tornare “nelle mani degli stessi aguzzini”.
Da qualunque lato si voglia guardare la situazione si vede una classe dirigente sempre più screditata, l’autorità maschile che va “sfarinandosi”. Per questo sono così enfatizzate le sfide elettorali tra donne, come nel Lazio e in Umbria? Ne parla Letizia Paolozzi sul sito donnealtri.it, mentre è un giornalista maschio, Marco Ferrante, a dedicare un’ampia inchiesta al potere femminile dentro la CGIL (Il Riformista, 14 febbraio). Al congresso di quel sindacato sono donne infatti le principali concorrenti al posto di Segretario generale.


Franca Fossati